Trentesima giornata del campionato 1981/82. A Cagliari e a Catanzaro il duello a distanza tra la Fiorentina di Giancarlo De Sisti e la Juventus di Giovanni Trapattoni . I bianconeri per ripetersi, per confermarsi la squadra cannibale che la società ha forgiato per eccellere non solo in Italia ma anche per provare la scalata in Europa. I viola per stupire, per far sognare una tifoseria e un’intera città che in quell’anno avevano anche dovuto superare l’infortunio di Giancarlo Antognoni, una tragedia sfiorata nel Novembre del 1981 dopo lo scontro tra il numero 10 gigliato e il portiere del Genoa, Martina.

Il Cagliari quella domenica si gioca la salvezza, un traguardo che il Catanzaro ha già conquistato ed è quindi chiaro che gli uomini di De Sisti avranno vita difficile. L’anima della Fiorentina è però guerriera, i viola sanno di avere una sola possibilità, di essersi conquistati quel match point dopo tantissimi anni, un’occasione da onorare a qualunque costo. A Catanzaro la partita è ferma sullo 0-0 e la Fiorentina passa in vantaggio con Ciccio Graziani: il direttore di gara inspiegabilmente annulla. La motivazione immediata comunicata ai giocatori è un presunto fallo di Bertoni sul portiere del Cagliari. Successivamente a quella partita Mattei si è sempre rifiutato di riaprire l’argomento, di parlare di quella partita. Ed è così che una gara contratta si trasforma in una gara impossibile.

La Fiorentina si arrende alle linee serrate dei padroni di casa, alza bandiera bianca alla notizia del goal di Brady su rigore. Rimane per un tempo infinito con gli occhi spalancati, impotenti e increduli a fissare un sogno tutto viola che si tramuta invece nello scudetto numero 20 della Vecchia Signora, da quel momento in poi giurata nemica.

No, Cagliari non è una trasferta gradita alla Fiorentina: i ricordi non sono dei migliori così come i precedenti che vedono i viola in grande difficoltà ogni volta che approdano in Sardegna. Nel 2008 la Fiorentina di Prandelli rischia proprio al Sant’Elia di salutare il sogno Champions League, perdendo una partita incredibile contro la motivatissima squadra di Ballardini, pochi mesi prima praticamente retrocessa e poi rinvigorita dalla “cura” del nuovo tecnico.

Nel 2013 ancora una caduta dolorosa, ancora un sogno europeo che scricchiola pericolosamente sotto i colpi di una squadra che gioca nell’unico modo capace di mettere irrimediabilmente in crisi la Fiorentina di Montella: i viola si scontrano contro un muro invalicabile, Pinilla fa doppietta e nonostante la rete di Cuadrado, i gigliati non riescono a completare la rimonta.

L’unico modo per smettere di avere paura, una sensazione che spesso schiaccia e disorienta questa giovane Fiorentina, è quello di scrivere nuovi ricordi. Una storia dove una squadra coraggiosa e piena di idee possa essere in grado di guardare il muro negli occhi e abbatterlo.