Una gara dove accade tutto e tutto il suo contrario, dove ogni giro termina con un clamoroso ribaltamento di fronte che fino a qualche minuto prima pareva impossibile. Austin è un film di fantascienza che incanta tutti e che si conclude con un finale senz’altro inedito.

A fine giornata gli italiani in vetta alla classifica generale sono due, il coraggioso e testardo Andrea Dovizioso che dopo un sabato nero mette in atto una puntuale rimonta e Valentino Rossi per il quale il tempo sembra essersi fermato ad un tempo indefinito dove la moto è il centro di un universo bellissimo dove divertirsi e far divertire chi ti guarda. Anche l’ambizione è rimasta quella dei tempi in cui cannibalizzava ogni pista, la mania di perfezionismo anche: “Se avessi fatto tutto perfetto magari con un attacco disperato all’ultimo giro avrei anche potuto prendere Rins… Comunque siamo sulla strada giusta, dobbiamo continuare così”. Queste le parole con cui il Dottore commenta un secondo posto che per il suo team ha il sapore amaro di una vittoria sfiorata soprattutto alla luce della rovinosa caduta di Marc Marquez che dopo una due giorni perfetta nelle libere e in qualifica, imposta la gara su ritmi subito altissimi. 

Perfezionismo e ambizione: due caratteristiche che lo uniscono molto a Valentino ma che lo portano a commettere un errore fatale al turn 12 quando cercando di rimediare ad un ingresso un po’ lungo, viene disarcionato come un cowboy al rodeo dalla sua potentissima Honda. Le carte si sparigliano incredibilmente e a quel punto ogni pilota ha pochi secondi per cambiare mentalmente la sua strategia.

La patata bollente di una prima posizione difficile da gestire passa subito a Valentino Rossi che chiude in testa la tornata con un secondo e 67 millesimi di vantaggio su Rins che prima vince il duello con Miller e poi comincia inesorabilmente a guadagnare terreno. Valentino teme un sorpasso che effettivamente arriva a 4 giri dal termine e sul quale il fenomeno di Tavullia non può niente. La risposta per altro non è impeccabile, lo spagnolo contrattacca e sul traguardo alza la soglia del proprio vantaggio a mezzo secondo.

Il giro finale è un infinito spettacolo pirotecnico, roba per coronarie forti! Un testa a testa che Davide Brivio, general manager Suzuki, si rifiuta di guardare e dove la furente reazione di Valentino trova un Rins praticamente impeccabile.  Sul terzo gradino del podio sale un super Miller, seguito dal nuovo numero uno della classifica generale, Andrea Dovizioso, quarto in rimonta e pronto a difendere il primato a Jerez!

 

ORDINE D’ARRIVO

1. Rins (Suzuki)
2. Rossi (Yamaha)
3. Miller (Ducati)

4. Dovizioso (Ducati)
5. Morbidelli (Yamaha)
6. Petrucci (Ducati)
7. Quartararo (Yamaha)
8. P. Espargarò (KTM)
9. Bagnaia (Ducati)
10. Nakagami (Honda)
11. Vinales (Yamaha)
12. Iannone (Aprilia)
13. Zarco (KTM)
14. Oliveira (KTM)
15. Rabat (Ducati)
16. Abraham (Ducati)
17. Mir (Suzuki)
18. Syahrin (KTM)

Rit. Lorenzo (Honda
Rit. Marquez (Honda)
Rit. Crutchlow (Honda)
Rit. A. Espargarò (Aprilia)

CLASSIFICA GENERALE

Andrea Dovizioso 54
Valentino Rossi 51
Alex Rins 49

Marc Márquez 45
Danilo Petrucci 30
Jack Miller 29
Takaaki Nakagami 22
Cal Crutchlow 19
Pol Espargaro’ 18
Fabio Quartararo 17
Franco Morbidelli 16
Maverick Viñales 14
Aleix Espargaro’ 13
Francesco Bagnaia 9
Joan Mir 8
Miguel Oliveira 7
Jorge Lorenzo 7
Andrea Iannone 6
Johann Zarco 5
Tito Rabat 1
Hafizh Syahrin 0
Karel Abraham 0
Bradley Smith 0

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