Lo scorso anno nella gara di andata tra Inter e Tottenham di Champions League sollevò qualche curiosa protesta la telecronaca di Daniele Adani sul goal di Vecino che al 92′ regalò la vittoria in extremis ai nerazzurri: a non piacere molto sono i toni definiti troppo enfatici utilizzati per commentare il goal del centrocampista uruguagio, l’“Uomo della Provvidenza”, soprannome piuttosto meritato dopo l’altra rete segnata a Roma contro la Lazio che aveva regalato agli uomini di Spalletti il sogno Champions League. Un uruguagio che si prende l’ultima parola.
Stesso discorso nella partita tra Slavia Praga e Inter: vittoria determinante per i nerazzurri e commento della rete del vantaggio nerazzurro decisamente enfatico.

Senza entrare troppo nel merito della polemica, c’è da dire che quello di Sky Sport fatto da Trevisani e Adani è ovviamente un commento “di parte”, la giusta enfasi per accompagnare una squadra italiana in campo internazionale. Insomma non c’è niente che va a discapito di un’altra formazione italiana. E poi la voglia di comunicare un’emozione e non solo di raccontare una partita impastando la cronaca a qualche espressione retorica, è sempre preferibile… soprattutto se certe sensazioni le si sono vissute sulla propria pelle.

Un goal decisivo al 90′, segnato in una partita difficile quando non sei propriamente un bomber: anzi sei un difensore. E’ un goal di quelli che fanno tremare la terra perchè la porta è quella sotto la curva Fiesole.
La partita in questione è un Fiorentina – Inter del Gennaio del 2000, una notte freddissima scaldata dal primo tempo perfetto di una Fiorentina con un grande attacco, forse un po’ troppo “sprecona” sotto porta: le occasioni arrivano a grappoli nella prima frazione complice anche il duello impari tra Chiesa e Fresi che vede il numero 20 viola giganteggiare sulla sua fascia: il goal del vantaggio viola arriva proprio su un cross di Chiesa che trova Batistuta praticamente solo davanti a Peruzzi che per altro sbaglia clamorosamente l’uscita in tuffo.

Nella ripresa l’inerzia del match cambia, la Fiorentina ha speso molto, Lippi si convince a togliere Fresi ed inserire Di Biagio, i nerazzurri si fanno più coraggiosi davanti alla porta di Toldo e con Vieri reclamano per un goal “fantasma” non convalidato. La palla in realtà non ha mai varcato la linea di porta quindi la decisione dell’assistente di Trentalange risulta giusta. La Fiorentina comunque è viva ma stranamente Batistuta e Chiesa non riescono a dare il colpo di grazia ad un Inter che comunque appare piuttosto imprecisa in fase di interdizione.

A venti minuti dalla fine, l’Inter trova il gol del pareggio con Recoba, un’artista sui calci di punizione che però può contare sulla collaborazione di Toldo che si lascia sorprendere sul suo palo : per la Fiorentina di Trapattoni tutto il buono prodotto fino a quel momento appare sprecato. Il pubblico sugli spalti rumoreggia piuttosto risentito con Trentalange che in due occasioni sembra essere un po’ troppo permissivo verso i difensori dell’Inter. In particolare un contatto tra Cordoba e Batistuta sembra assomigliare molto ad un rigore, ma il direttore di gara lascia proseguire.

Il Franchi gronda rabbia e anche il clima in campo si scalda un po’ troppo: rosso di coppia per Repka e Vieri, rei di aver protratto un po’ troppo a lungo una lite. Così tra le scintille si arriva al recupero, al 46′ un calcio d’angolo per la Fiorentina, e mentre pensi che sarebbe proprio il momento perfetto, Hainrich di testa rimette in area piccola una palla pericolosissima considerando che Georgatos tarda a salire, lasciando in gioco sia Adani che Batistuta. La palla arriva proprio al meno bomber, al difensore, che però ha il grande merito di rimanere freddo. Sinistro al volo e il diagonale perfetto si insacca alle spalle di Peruzzi, mentre Batistuta fa l’impossibile per scansarsi dalla traiettoria. E’ un calcio dove le panchine ancora hanno l’impagabile libertà di esplodere in campo, di rincorrere il calciatore nella sua corsa sotto la curva. Quella volta un uruguagio ha fatto tremare Firenze ma non ha avuto l’ultima parola!

 

 

 

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